{"id":202,"date":"2015-05-09T13:55:28","date_gmt":"2015-05-09T11:55:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ruttosound.com\/it\/?page_id=202"},"modified":"2026-01-30T18:19:17","modified_gmt":"2026-01-30T17:19:17","slug":"regolamento","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.ruttosound.com\/it\/regolamento\/","title":{"rendered":"Regolamento 2026"},"content":{"rendered":"<p><strong>Le specialit\u00e0 in cui tutti i concorrenti devono misurarrsi sono 4:<br \/>\nRutto di Potenza &#8211; si misura la potenza con il fonometro digitale.<br \/>\nRutto in lungo &#8211; si misura la lunghezza 8senza interruzioni dell&#8217;emissione del suono) con il cronometro.<br \/>\nRutto Parlato &#8211; si parla in apnea<br \/>\nFree Style &#8211; si fa quello che si vuole e si viene giudicati.<\/strong><\/p>\n<p>Potenza e lunghezza sono unit\u00e0 assieme, ogni atleta avr\u00e0 a disposizione 150 secondi nei quali emettere a suo piacimento RUTTI DI POTENZA O RUTTI IN LUNGO comunicando di volta in volta ai giudici che tipo di rutto sta per emettere.<br \/>\nLa performance migliore realizzata nelle due categorie sar\u00e0 quella utilizzata per la classifica.<\/p>\n<p>Nel rutto parlato \u00e8 assolutamente vietato respirare, frasi celebri, poesie, dediche, tutto va bene purch\u00e8 in apnea, la giuria dara un voto insindacabile.<\/p>\n<p>Nel Freestyle si fa quello che si vuole per impressionare giuria e pubblico. c&#8217;\u00e8 chi canta, c&#8217;\u00e8 che doppia una scena di un film, c&#8217;\u00e8 chi telefona alla mamma, c&#8217;\u00e8 chi legge una poesia, c&#8217;\u00e8 chi spara cazzate, ecc, ecc.<\/p>\n<p>Unica regola: vietato scadere con bestemmie e frasi sessiste.<br \/>\nCi si puo&#8217; aiutare con piccoli sorsi di bevande ma \u00e8 sconsigliato esagerare per questioni tecniche.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nIl racconto di una delle prime edizioni a cura Massimo Cirri (RADIO RAI &#8211; Caterpillar)<br \/>\nIN PRINCIPIO E&#8217; LA POTENZA<\/strong>. Si comincia. Prima delle tre specialit\u00e0 di rutto di potenza, dove l&#8217;intensit\u00e0 dell&#8217;emissione \u00e8 valutata da un fonometro digitale. E&#8217; una macchina da 50 milioni, messa gratuitamente a disposizione da un&#8217; azienda di ReggioEmilia che si occupa di impatto ambientale. Ha chiesto soltanto che il suo nome non compaia in nessun modo, <strong>encomiabile esempio di sponsor non invadente<\/strong>. Morselli, disinvolto e affabile presentatore, chiama i primi concorrenti e ricorda come va interpretato il rutto di potenza: <strong>corto e concentrato, per cercare il decibel pi\u00f9 alto nel picco dell&#8217;emissione<\/strong>.<br \/>\nNei primi momenti della gara, soprattutto tra il pubblico che \u00e8 qui per la prima volta, si registra qualche momento di perplessit\u00e0. Imbarazzo per vedere esibita in pubblico, su un palco illuminato e amplificata in migliaia di watt, un attivit\u00e0 tanto privata. <strong>&#8220;Ma sono degli animali&#8221;<\/strong>, dice <strong>stupefatta<\/strong> una ragazza nelle prime file. <strong>Poi qualcosa cambia<\/strong>. La dimensione del gesto agonistico prende il sopravvento sul rutto come rottura delle regole del galateo. Si guarda all&#8217;uomo sul palco, pronto davanti al microfono, come atleta del salto in alto prima della rincorsa. Cerca la concentrazione, a volte beve un sorso di minerale rigorosamente gasata, piega la testa, deglutisce, contrae gli addominali. Sembra guardarsi dentro a cercare la meta come il saltatore in alto guarda l&#8217;asticella. <strong>Qualcuno tra il pubblico incoraggia per spezzare la tensione<\/strong>. Sui diecimila cala il silenzio. Ancora qualche lungo secondo di compressione. poi l&#8217;atleta compie il gesto ed emette. <strong>A volte \u00e8 un suono che pesca nelle profondit\u00e0 viscerali della specie, ha in s\u00e8 una potenza che precede la civilt\u00e0 e forse la costruisce<\/strong>. Il grande leone marino sulla costa della Patagonia, senza nient&#8217;altro intorno se non il proprio grido a simboleggiare la sua forza di capobranco. <strong>Boato del pubblico<\/strong>, senso di liberazione, esplosione di applausi. Prima ancora che il fonometro elabori il responso, l&#8217;atleta sembra conoscere il valore della sua performance. Allora \u00e8 esultanza, braccia al cielo. O gesto di sconforto, stizza, delusione. Nicoletta, 19 anni, studentessa della provincia di Modena, \u00e8 <strong>la prima donna<\/strong> a presentarsi a volto scoperto ad una gara di rutti. L&#8217;anno scorso, dicono le cronache, una rappresentante del gentil sesso era scesa in campo mascherata. Lei ha voluto l&#8217;anonimato e si \u00e8 scelta l&#8217;evocativo nome di Lady Eruttiva. Dice che questa gara di rutti \u00e8 un mondo ancora molto maschile. Si \u00e8 preparata allenandosi durante il giorno, &#8220;quando potevo, in luoghi dove non c&#8217;\u00e8 gente. Di solito riesco a ruttare anche senza bere: stasera, per non rischiare di fare brutta figura, ho bevuto molta Coca Cola&#8221;. A una ragazzo che le piace racconterebbe di aver partecipato a questa gara, &#8220;per\u00f2 non gli farei mai sentire come rutto&#8221;. Quando tocca a lei attraversa il palcoscenico con l&#8217;aria di chi si \u00e8 resa conto di aver sbagliato a dire di si. E&#8217; una bella ragazza bionda con l&#8217;ombelico scoperto. Davanti al microfono impone con decisione la calma al pubblico e a qualche concorrente maschio che rumoreggia. Poi spara un rutto da 128,1 decibel, meglio di molti uomini. <strong>Tripudio di rispetto del pubblico<\/strong>. Il migliore rutto di potenza \u00e8 Paolo &#8220;Ciopa&#8221; Onfiani di Reggio con 136,6 decibel.<\/p>\n<p><strong>POI VENGONO LUNGHEZZA E PAROLE<\/strong>. In platea, seduti sull&#8217;erba, alcuni bambini seguono a bocca aperta. Ma \u00e8 politicamente corretto portare un bambino a uno spettacolo come questo? Pu\u00f2 essere diseducativo? Una mamma fa notare che per mesi ha incoraggiato suo figlio a fare il ruttino dopo la poppata, prima di addormentarsi. E&#8217; come se questo invito, sepolto nei primi mesi di vita di tutti, si manifestasse qui collettivamente. Seconda prova: r<strong>utto in lungo<\/strong>. Il fonometro misura la lunghezza dell&#8217;emissione che deve essere senza interruzioni. A volte la componente psicologica incide duramente sulla performance. Vernizzi nelle prove libere non amplificate ha fatto intravedere grandi doti, ma sul palco delude. Incespica, sente la tensione e rende un decimo di quello che ha dentro. Finir\u00e0 per ritirarsi. <strong>&#8220;E&#8217; l&#8217;emozione&#8221;<\/strong>, dice quasi scusandosi. <strong>Affettuosi applausi di incoraggiamento dal pubblico<\/strong>. Provateci voi, che vi vergognate se vi scappa un piccolo burp digestivo a una cena tra colleghi, a ruttare come meglio potete davanti a diecimila persone che vi tengono gli occhi e le orecchie puntate addosso. Migliore di tutti Luca Augelli di Suzzara, con un <strong>rutto eterno lungo 6 secondi e 362 millesimi<\/strong>. Ma in prova ha superato il muro degli 8 secondi. Non delude Lady Eruttiva, con 1 secondo e 812.<\/p>\n<p>Il <strong>rutto parlato<\/strong> \u00e8 la prova libera della specialit\u00e0. Abolito il fonometro, <strong>gli atleti recitano un fraseggio di propria scelta all&#8217;interno di un unico rutto<\/strong>. Giudica una giuria di 5 specialisti. La maggioranza dei concorrenti preferisce non scegliere in anticipo la frase, perch\u00e8 &#8220;\u00e8 una questione di ispirazione, da cogliere al momento&#8221;. Ma c&#8217;\u00e8 anche chi tenta il colpo scenico e, telefonino all&#8217;orecchio, rutta &#8220;Pronto chi \u00e8?&#8221;. Commuovono la cavernosit\u00e0 di &#8220;M&#8217;illumino d&#8217;immenso&#8221;, &#8220;Cosa conta di pi\u00f9 nella vita&#8221;, &#8220;Ti voglio bene mamma&#8221;, Supercalifragilistichespiralitoso&#8221;. C&#8217;\u00e8 chi cerca di ammaliare la commissione ruttando &#8220;Voglio dare un bacio alla giuria&#8221;. Altri migliorano la performance aggiungendo all&#8217;emissione uno slancio canoro. Ne escono ruttati &#8220;Fratelli d&#8217;Italia&#8221;, &#8220;Voglio andare a vivere in campagna&#8221; e &#8220;Ti amo&#8221;, emesso gastricamente alla maniera di Umberto Tozzi.<\/p>\n<p><strong>SFIDA ALL&#8217;ULTIMO GAS<\/strong>. In uno spareggio allo spasimo si laurea campione 2000 Paolo &#8220;Ciopa&#8221; Onfiani, 26 anni, operaio in un bottonificio. &#8220;Da giovane volevo cantare, poi ho visto che mi riusciva meglio ruttare. Mi alleno mangiando molto in fretta. Quello che mi agevola \u00e8 non sentire l&#8217;emozione. Questa gente \u00e8 solo qui per vedere degli stupidi ruttare. E io li accontento&#8221;, dice con lucida padronanza dello star sistem del rutto. In un intreccio di new e old porta a casa in <strong>premio un prosciutto di Parma<\/strong> e una <strong>pagina personale in Internet<\/strong>, La leggenda del Rutto Sound, con annesso file audio, sul sito ufficiale della manifestazione, www. reggiolo.org. Vince su Massimo Guarini, mantovano, che sconta una indecisione di fondo: &#8221; Ho un bar e una certa reputazione&#8221;. Lady Eruttiva conclude ottava. Roberto Ferrari \u00e8 il padre di Marco, morto ventenne di leucemia. Rutto sound no Limits \u00e8 d<strong>edicata a lui e i molti milioni raccolti con il lavoro volontario di 150 mila persone che gestiscono la festa vanno a finanziare il progetto di biologia molecolare dell&#8217;ospedale di Reggio.<\/strong> Ferrari fa il preside, ha affrontato il dramma di essere sopravvissuto a un figlio e non \u00e8 per niente scontento che la sua memoria sia onorata con una gara di rutti. &#8220;Per la prima volta dopo la sua morte ho cominciato a ridere qui, dopo un buon rutto&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le specialit\u00e0 in cui tutti i concorrenti devono misurarrsi sono 4: Rutto di Potenza &#8211; si misura la potenza con il fonometro digitale. Rutto in lungo &#8211; si misura la lunghezza 8senza interruzioni dell&#8217;emissione del suono) con il cronometro. 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