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REGOLAMENTO
IN PRINCIPIO E' LA POTENZA. Si comincia. Prima
delle tre specialità di rutto di potenza, dove
l'intensità dell'emissione è valutata da
un fonometro digitale. E' una macchina da 50 milioni,
messa gratuitamente a disposizione da un' azienda di ReggioEmilia
che si occupa di impatto ambientale. Ha chiesto soltanto
che il suo nome non compaia in nessun modo, encomiabile
esempio di sponsor non invadente. Morselli, disinvolto
e affabile presentatore, chiama i primi concorrenti e
ricorda come va interpretato il rutto di potenza: corto
e concentrato, per cercare il decibel più alto
nel picco dell'emissione.
Nei primi momenti della gara, soprattutto tra il pubblico
che è qui per la prima volta, si registra qualche
momento di perplessità. Imbarazzo per vedere esibita
in pubblico, su un palco illuminato e amplificata in migliaia
di watt, un attività tanto privata. "Ma
sono degli animali", dice stupefatta
una ragazza nelle prime file. Poi qualcosa cambia.
La dimensione del gesto agonistico prende il sopravvento
sul rutto come rottura delle regole del galateo. Si guarda
all'uomo sul palco, pronto davanti al microfono, come
atleta del salto in alto prima della rincorsa. Cerca la
concentrazione, a volte beve un sorso di minerale rigorosamente
gasata, piega la testa, deglutisce, contrae gli addominali.
Sembra guardarsi dentro a cercare la meta come il saltatore
in alto guarda l'asticella. Qualcuno tra il pubblico
incoraggia per spezzare la tensione. Sui diecimila
cala il silenzio. Ancora qualche lungo secondo di compressione.
poi l'atleta compie il gesto ed emette. A volte
è un suono che pesca nelle profondità viscerali
della specie, ha in sè una potenza che precede
la civiltà e forse la costruisce. Il grande
leone marino sulla costa della Patagonia, senza nient'altro
intorno se non il proprio grido a simboleggiare la sua
forza di capobranco. Boato del pubblico,
senso di liberazione, esplosione di applausi. Prima ancora
che il fonometro elabori il responso, l'atleta sembra
conoscere il valore della sua performance. Allora è
esultanza, braccia al cielo. O gesto di sconforto, stizza,
delusione. Nicoletta, 19 anni, studentessa della provincia
di Modena, è la prima donna a
presentarsi a volto scoperto ad una gara di rutti. L'anno
scorso, dicono le cronache, una rappresentante del gentil
sesso era scesa in campo mascherata. Lei ha voluto l'anonimato
e si è scelta l'evocativo nome di Lady Eruttiva.
Dice che questa gara di rutti è un mondo ancora
molto maschile. Si è preparata allenandosi durante
il giorno, "quando potevo, in luoghi dove non c'è
gente. Di solito riesco a ruttare anche senza bere: stasera,
per non rischiare di fare brutta figura, ho bevuto molta
Coca Cola". A una ragazzo che le piace racconterebbe di
aver partecipato a questa gara, "però non gli farei
mai sentire come rutto". Quando tocca a lei attraversa
il palcoscenico con l'aria di chi si è resa conto
di aver sbagliato a dire di si. E' una bella ragazza bionda
con l'ombelico scoperto. Davanti al microfono impone con
decisione la calma al pubblico e a qualche concorrente
maschio che rumoreggia. Poi spara un rutto da 128,1 decibel,
meglio di molti uomini. Tripudio di rispetto del
pubblico. Il migliore rutto di potenza è
Paolo "Ciopa" Onfiani di Reggio con 136,6 decibel.
POI VENGONO LUNGHEZZA E PAROLE. In platea,
seduti sull'erba, alcuni bambini seguono a bocca aperta.
Ma è politicamente corretto portare un bambino
a uno spettacolo come questo? Può essere diseducativo?
Una mamma fa notare che per mesi ha incoraggiato suo figlio
a fare il ruttino dopo la poppata, prima di addormentarsi.
E' come se questo invito, sepolto nei primi mesi di vita
di tutti, si manifestasse qui collettivamente. Seconda
prova: rutto in lungo. Il fonometro misura
la lunghezza dell'emissione che deve essere senza interruzioni.
A volte la componente psicologica incide duramente sulla
performance. Vernizzi nelle prove libere non amplificate
ha fatto intravedere grandi doti, ma sul palco delude.
Incespica, sente la tensione e rende un decimo di quello
che ha dentro. Finirà per ritirarsi. "E'
l'emozione", dice quasi scusandosi. Affettuosi
applausi di incoraggiamento dal pubblico. Provateci
voi, che vi vergognate se vi scappa un piccolo burp digestivo
a una cena tra colleghi, a ruttare come meglio potete
davanti a diecimila persone che vi tengono gli occhi e
le orecchie puntate addosso. Migliore di tutti Luca Augelli
di Suzzara, con un rutto eterno lungo 6 secondi
e 362 millesimi. Ma in prova ha superato il muro
degli 8 secondi. Non delude Lady Eruttiva, con 1 secondo
e 812.
Il rutto parlato è la prova libera
della specialità. Abolito il fonometro, gli
atleti recitano un fraseggio di propria scelta all'interno
di un unico rutto. Giudica una giuria di 5 specialisti.
La maggioranza dei concorrenti preferisce non scegliere
in anticipo la frase, perchè "è una questione
di ispirazione, da cogliere al momento". Ma c'è
anche chi tenta il colpo scenico e, telefonino all'orecchio,
rutta "Pronto chi è?". Commuovono la cavernosità
di "M'illumino d'immenso", "Cosa conta di più nella
vita", "Ti voglio bene mamma", Supercalifragilistichespiralitoso".
C'è chi cerca di ammaliare la commissione ruttando
"Voglio dare un bacio alla giuria". Altri migliorano la
performance aggiungendo all'emissione uno slancio canoro.
Ne escono ruttati "Fratelli d'Italia", "Voglio andare
a vivere in campagna" e "Ti amo", emesso gastricamente
alla maniera di Umberto Tozzi.
SFIDA ALL'ULTIMO GAS. In uno spareggio
allo spasimo si laurea campione 2000 Paolo "Ciopa" Onfiani,
26 anni, operaio in un bottonificio. "Da giovane volevo
cantare, poi ho visto che mi riusciva meglio ruttare.
Mi alleno mangiando molto in fretta. Quello che mi agevola
è non sentire l'emozione. Questa gente è
solo qui per vedere degli stupidi ruttare. E io li accontento",
dice con lucida padronanza dello star sistem del rutto.
In un intreccio di new e old porta a casa in premio
un prosciutto di Parma e una pagina personale
in Internet, La leggenda del Rutto Sound, con
annesso file audio, sul sito ufficiale della manifestazione,
www. reggiolo.org. Vince su Massimo Guarini, mantovano,
che sconta una indecisione di fondo: " Ho un bar e una
certa reputazione". Lady Eruttiva conclude ottava. Roberto
Ferrari è il padre di Marco, morto ventenne di
leucemia. Rutto sound no Limits è dedicata
a lui e i molti milioni raccolti con il lavoro volontario
di 150 mila persone che gestiscono la festa vanno a finanziare
il progetto di biologia molecolare dell'ospedale di Reggio.
Ferrari fa il preside, ha affrontato il dramma di essere
sopravvissuto a un figlio e non è per niente scontento
che la sua memoria sia onorata con una gara di rutti.
"Per la prima volta dopo la sua morte ho cominciato a
ridere qui, dopo un buon rutto". |
| Specialità |
interpretato
da: |
visualizza: |
RUTTO IN LUNGO
"Dai un calcio alla tua maschera"
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Denis Forapani
(2002) |
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RUTTO DI POTENZA
"Fai esplodere la forza dell'io interiore"
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Matteo Comastri
(2002) |
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RUTTO PARLATO
"Mostra il tuo talento allo stato puro"
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Manuel Frigeri
(2002) |
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RUTTO LIBERO
"Sinfonia a più voci"
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tutti i partecipanti
(2002) |
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